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Bilancio d’esercizio

25 Ottobre 2019
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Il bilancio d’esercizio è la cartella dei documenti di contabilità che un’impresa deve redigere periodicamente. La sua funzione è quella di confermare il cosiddetto principio di verità sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’azienda. Normalmente, un bilancio negativo si collega in Italia al colore rosso, mentre quello positivo al bianco. Attraverso il bilancio d’esercizio è possibile effettuare una verifica interna, e una verifica esterna. La prima è utile ai proprietari e agli azionisti per gestire al meglio gli investimenti all’interno dell’azienda; la verifica esterna è invece fondamentale per i terzi soggetti in contatto con l’azienda, con lo scopo di valutare in maniera accorta l’entità del loro rapporto.

Chi deve compilare il bilancio d’esercizio

Secondo il Codice Civile Italiano, il bilancio d’esercizio deve essere approvato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, termine posticipato a 180 giorni nei casi di società obbligate a redigere il bilancio consolidato. Nel primo caso si tratta di un termine ordinario, mentre nel secondo di termine straordinario. Nello specifico, i termini previsti dalla legge sono contenuti dagli artt. 2423 a 2435. La documentazione presentata viene approvata con termini differenti a seconda della tipologia d’impresa. Una volta completato il resoconto del bilancio, è necessario depositare una copia del documento entro 30 giorni presso il registro di competenza per renderlo pubblico. In caso di negligenza, il bilancio d’esercizio perderà validità di fronte a terzi.

Le imprese obbligate a depositare il bilancio d’esercizio sono le società a responsabilità limitata, le società per azioni, le società in accomandita per azioni, cooperative, le società estere con sede in Italia, i Geie (i Gruppi Europei di Interesse Economico), i consorzi con qualifica di confidi, i contratti di Rete di Imprese e le Start-up innovative.

In cosa consiste un bilancio d’esercizio

Il bilancio d’esercizio si compone attraverso diverse fasi:

  • Redazione dell’inventario d’esercizio: comprende la lista dei componenti attivi e passivi del patrimonio di un’impresa dal punto di vista quantitativo e qualificativo
  • Registrazione delle scritture di assestamento: lo scopo è convertire i valori di conto in valori di bilancio, quindi idonei a rappresentare il reddito d’esercizio e il patrimonio di funzionamento
  • Determinazione del saldo dei conti: finanziari, in caso di liquidità, crediti e debiti, e economici in caso di reddito, costi e ricavi
  • Redazione della situazione contabile;
  • Chiusura dei valori nel conto economico di fine anno e nello stato patrimoniale

I dati registrati si dividono a loro volta in quattro parti obbligatorie:

  1. Lo Stato Patrimoniale: insieme al Conto Economico, fa parte degli schemi contabili. Evidenza la composizione del patrimonio di funzionamento dell’impresa al termine del periodo amministrativo
  2. Il Conto Economico: espone i costi, ricavi e reddito del periodo amministrativo in questione
  3. La nota integrativa: consiste in informazioni che espongono i prospetti delle due parti precedenti, chiarendone il contenuto.
  4. Il rendiconto finanziario: riassume i flussi di cassa del periodo amministrativo. In particolare, concerne le fonti di liquidità.

Una quinta parte è la relazione sulla gestione, da spedire in allegato. Si tratta un documento redatto dagli amministratori della società, contenente le attività di ricerca e sviluppo, i rapporti con le imprese, il numero delle azioni, gli obiettivi e i rischi.

Il bilancio d’esercizio in Italia

L’Unione Europea prevede l’utilizzo dei principi contabili internazionali, noti come IFRS (International Financial Reporting Standards) ed entrati in vigore a partire dal 2005 Secondo la direttiva 2013/34/CE, le imprese hanno l’obbligo di revisione contabile, l’obbligo di pubblicare una relazione di gestione e l’obbligo di deposito del bilancio presso l’autorità pubblica. In secondo luogo, si consente la compensazione tra