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Conto Economico

29 Ottobre 2019
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Il conto economico è la seconda parte del bilancio d’esercizio, insieme allo Stato Patrimoniale, al rendiconto finanziario e alla nota integrativa,  obbligatorio per tutte le imprese. È un documento obbligatorio e redatto dagli amministratori, secondo quanto previsto dagli artt. 2423 e 2435 del Codice Civile. Il Conto Economico ha un’alberatura scalare con la caratteristica di indicare le voci per natura e non per destinazione. È costituito da quattro categorie, segnate con le prime lettere dell’alfabeto, sommate ad alcune voci che evidenziano il risultato dell’esercizio prima e dopo le imposte dovute.

La lettera A del Conto Economico

La prima parte del Conto Economico evidenzia il valore della produzione, che a sua volta si dirama in cinque sotto-categorie. Concerne i ricavi delle vendite e delle prestazioni, le variazioni delle rimanenze di prodotto in corso di lavorazione, variazioni dei lavori in corso su ordinazione, incrementi di immobilizzazioni per lavori interni e altri ricavi. In fondo a ogni lista troviamo sempre la somma totale delle cifre indicate.

La lettera B del Conto Economico

Il secondo quadro del Conto Economico prevede i costi della produzione. Le spese considerate sono quelle per le materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, le spese per servizi, per godimento di bendi di terzi e per il personale. Successivamente abbiamo salari e stipendi, oneri sociali, trattamenti di fine rapporto e di quiescenza e simili, seguiti da altri costi. La terza parte è costituita da ammortamenti e svalutazioni, variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, accantonamenti per rischi e altri oneri.

La lettera C del Conto Economico

La terza voce riguarda i proventi e gli oneri finanziari. Nello specifico concerne proventi da partecipazioni, da crediti iscritti nelle immobilizzazioni, da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni, da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni. In ultimo, prevede i proventi diversi da quelli precedentemente indicati, gli interessi e altri oneri finanziari.

La lettera D del Conto Economico

L’ultimo quadro si occupa delle rettifiche di valore delle attività finanziarie. Specifica dapprima le rivalutazioni, di partecipazioni, di immobilizzazioni finanziarie e di titoli nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni, per concludere con le rivalutazioni di strumenti finanziari derivati. In secondo luogo, concerne le svalutazioni delle suddette voci. Alla fine della categoria avremo la differenza tra le rivalutazioni e le svalutazioni, seguite dalle imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate. L’ultimissima voce indica l’utile dell’impresa, ovvero le sue perdite.

Le gestioni del Conto Economico

Grazie alla sua struttura a scala, le varie categorie del Conto Economico consentono di evidenziare i costi e i ricavi dell’impresa per ogni livello, dalla gestione alla formazione.

  • Gestione caratteristica o tipica: riguarda i ricavi e i costi della gestione tipica dell’impresa. Vengono considerati i ricavi provenienti dalle vendite o dalle prestazioni di servizi, tenendo conto dei costi di produzione e delle spese generali.
  • Gestione accessoria: definita anche come extra-caratteristica, registra i fenomeni e le operazioni estranee alla gestione tipica che si svolgono con continuità nel periodo amministrativo.
  • Gestione finanziaria: concerne il reperimento dei mezzi finanziari necessari all’attività d’impresa e all’impiego delle risorse in eccesso.
  • Gestione straordinaria: è stata abolita nel 2015, in quanto le voci indicavano dati ordinati per destinazione e non per natura. Riguardava le plusvalenze, le minusvalenze, le sopravvivenze e le insussistenze.