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Dottore Commercialista

30 Ottobre 2019
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Il dottore commercialista, conosciuto comunemente come commercialista, è di base un libero professionista che offre consulenze a aziende e privati. Ha esperienza nel campo della materia fiscale e patrimoniale, lavora con il diritto commerciale, il diritto tributario, ragioneria e contabilità.

In generale, il dottore commercialista si occupa di cinque questioni fondamentali:

  1. Amministrazione e liquidazione di aziende e beni singoli
  2. Indagini e perizie sull’attendibilità della documentazione contabile delle aziende
  3. Perizie e consulenze tecniche
  4. Regolamenti e liquidazioni di avarie
  5. Ispezioni e revisioni amministrative

Il dottore commercialista nella storia

La contabilità in quanto disciplina ha radici antichissime, attestabile già ai tempi dei Sumeri e perfezionata nell’Antica Roma con la figura del procurator a rationibus, il gestore del fisco. In realtà, la figura di commercialista più vicina a quella attuale è quella nata a partire dal 1494. In quegli anni, il matematico Fra Luca Pacioli introdusse un trattato scientifico sul concetto di partita doppia, un sistema in realtà già diffuso tra gli Arabi a partire dal VII secolo. A sua volta, il trattato portò alla nascita dei collegi per la formazione di esperti dell’amministrazione della cosa pubblica. A seguire, il Regno di Italia promulgò nel 1906 una legge che riconosceva i ragionieri come liberi professionisti. Nacquero così due albi, quelli di commercialista e ragioniere ed economista d’impresa, che si fusero nel 1953 con i decreti 1068 e 1069 del Presidente Einaudi. Ad oggi, il dottore commercialista deve possedere conoscenze aggiornate in materia fiscale, economica e giuridica, oltre che amministrativa.

Il dottore commercialista e la partita doppia

Come già accennato, la svolta per la figura del dottore commercialista fu l’elaborazione della cosiddetta partita doppia. Si tratta di un metodo di scrittura contabile con la funzione di annotare le operazioni d’impresa su due serie di conti in maniera simultanea. Il suo scopo è determinare contemporaneamente reddito e spese di gestione di un’attività. Il primo esempio attestato di partita doppia risale a dei documenti genovesi del 1340: i “massari” e “i maestri razionali”, per un totale di quattro funzionari, tenevano un doppio conto relativamente delle finanze del comune e dell’opera dei collaboratori. Da allora, il dottore del commercialista si deve pertanto occupare di due aspetti: quello monetario-finanziario, noto anche come numerario, e quello economico, non numerario. I valori numerari sono dati dalle modifiche nel patrimonio aziendale, mentre i valori non numerari rappresentano una modifica nelle disponibilità di condizioni produttive non monetarie.

Dottore commercialista in Italia

In Italia il dottore commercialista è in sintesi un esperto contabile, obbligatoriamente in possesso di un diploma di laurea magistrale, ma nel resto del mondo è meglio conosciuto con un consulente in materia di tasse. Secondo il TAR e il decreto legge n. 327 del 1995, l’aspirante commercialista deve completare dapprima tre anni di praticantato presso lo studio di Dottore Commercialista iscritto all’Albo. Successivamente, l’aspirante commercialista deve procedere all’iscrizione presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti. Le sue competenze più richieste sono sicuramente tre:

  1. saper stabilire se l’azienda seguita genera profitti sufficienti
  2. capire quali strategie usare per massimizzare le entrate
  3. gestire in maniera corretta l’aspetto burocratico, per il quale occorre essere sempre aggiornati e al passo con le ultime direttive

Il dottore commercialista, inoltre, non ha un campo di lavoro fisso: può essere un libero professionista, un dipendente diretto di un’impresa, può lavorare in uno studio associato o essere impiegato per la Pubblica Amministrazione.