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Lo Stato Patrimoniale

25 Ottobre 2019
conto-economico

Lo Stato Patrimoniale è la prima parte del bilancio d’esercizio fornito dalle imprese. Previsto dall’art. 2424 del Codice Civile, costituisce gli schemi contabili dell’analisi insieme al cosiddetto Conto Economico. Lo Stato Patrimoniale espone la situazione patrimoniale per una data determinata nella vita dell’azienda, è composto da sezioni divise e opposte. La prima parte, posta a sinistra, comprende quattro macro-classi, mentre la parte di destra ne include cinque.

L’attivo dello Stato Patrimoniale

La parte sinistra dello Stato Patrimoniale rappresenta l’attivo dell’azienda. Comprende l’utilizzo dei mezzi patrimoniali, è di natura finanziaria per evidenziare la differenza tra elementi liquidi e liquidabili a breve termine da quelli liquidi e liquidabili a medio-lungo termine. Nel primo caso parliamo di estinzione entro l’anno amministrativo, nel secondo si dà il termine entro l’esercizio.

La prima macro-classe dell’attivo è dedicata ai crediti verso i soci con versamenti ancora dovuti, con la specificazione della parte già esausta. Si riferisce ai crediti che la società tiene in relazione ai propri soci e azionisti per compensazioni pecuniarie non ancora versati. La seconda categoria comprende invece le immobilizzazioni immateriali, materiali e finanziarie. Tutte e tre le voci indicano le fondamenta su cui l’azienda basa lo sviluppo dell’attività, quindi tutti i suoi beni strumentali. La terza parte indica l’attivo circolante, diviso a sua volta in quattro sotto-materie:

  1. le rimanenze: materie prime, secondarie e di consumo, i beni ancora in produzione, su ordinazione o finiti
  2. i crediti
  3. le attività che non costituiscono immobilizzazioni
  4. disponibilità liquide.

L’ultima voce dell’attivo mostra invece i ratei e i risconti, ovvero poste contabili relative a costi e ricavi comuni a due o più esercizi.

Il passivo dello Stato Patrimoniale

La colonna di destra è destinata al passivo dell’impresa. Consiste nelle fonti del finanziamento in entrata, classificate per entità al fine di distinguere i mezzi di terzi, noti come debiti, da quelli da mezzi propri, noti come patrimonio netto. Nella pratica, il passivo dello Stato Patrimoniale si applica spesso come distinzione tra i debiti da estinguere entro od oltre l’esercizio seguente.

Il primo dato espone il patrimonio netto, diviso in dieci voci: capitale sociale, riserva da sovrapprezzo azioni, riserve di rivalutazione, riserva legale, riserve statuarie, altre riserve indicate distintamente, riserve per operazioni di copertura dei flussi finanzieri attesi, utili – o perdite – portate a nuovo, utile – o perdita – dell’esercizio e infine riserva negativa per azioni proprie in portafoglio. Ricordiamo che il patrimonio netto indica la quantità dei mezzi propri di cui l’azienda dispone per lo sviluppo dell’attività. Fornisce una garanzia per i terzi soggetti entrati a contatto con l’azienda. La seconda categoria comprende i fondi per rischi e oneri, utilizzabili solo per debiti di determinata entità e divisi tra fonti spese e fondi rischi. La terza include il trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato. La quarta voce riporta invece i ratei e i risconti, speculari alle voci corrispondenti dell’attivo.

Obbligazioni dello Stato Patrimoniale

In accordo con il Codice Civile Italiano, il bilancio d’esercizio comprendente lo Stato Patrimoniale come prima parte, deve essere approvato entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio. Tale termine posticipato a 180 giorni nei casi di società obbligate a redigere il bilancio consolidato. Nel primo caso si tratta di un termine ordinario, mentre nel secondo di termine straordinario. Nello specifico, i termini previsti dalla legge sono contenuti dagli artt. 2423 a 2435.